Lieviti di comunità

Scritto il 06/10/2026
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Dal 12 al 15 ottobre il Servizio Nazionale per la pastorale giovanile propone una nuova esperienza formativa per gli incaricati diocesani e regionali.

Essere lievito: piccolo, apparentemente insufficiente, eppure capace di far fermentare tutta la massa. Nasce da questa immagine evangelica “Lieviti di comunità”, la nuova proposta formativa del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile (Snpg), in programma dal 12 al 15 ottobre a Sacrofano (Roma), presso la Fraterna Domus. Un percorso rivolto agli incaricati diocesani e regionali di pastorale giovanile e ai responsabili di associazioni, movimenti e congregazioni religiose.

Questa iniziativa “si inserisce nel percorso che stiamo consolidando per accompagnare chi opera nei territori”, spiega don Riccardo Pincerato, responsabile del Snpg. “Dopo ‘Il passo giusto’, rivolto ai nuovi incaricati, e ‘Io, noi, comunità’, centrato sull’identità di chi svolge questo servizio, il nuovo modulo – aggiunge – punta soprattutto sugli strumenti”. L’obiettivo infatti è proprio quello di fornire “una cassetta degli attrezzi per progettare un percorso, leggere e abitare la complessità e poterla anche usare”. “Anche se a volte può far paura, la complessità – osserva – è un dato di realtà da conoscere, da fare proprio, fino se possibile a farla diventare un’alleata”. Da qui il lavoro sulla progettazione, sulla rete e sull’accompagnamento, per dare supporti utili ad affrontare la “sfida tanto bella e, allo stesso tempo, alternativa del fare pastorale giovanile oggi”.

Le quattro giornate, a cui prenderanno parte una sessantina di incaricati, seguiranno simbolicamente le fasi della lievitazione, intrecciandole con la cura di sé, dei vicini, del sistema e del tutto. Dall’“attivazione del lievito”, dedicata all’arte dell’incontro, si passerà alla progettazione sinodale, alla condivisione e verifica delle idee, fino alla “cottura finale”, per imparare a “trattenere il bello e l’utile per andare avanti”. Si alterneranno momenti laboratoriali e proposte frontali per mettere a disposizione degli incaricati degli strumenti che gli consentano “di fare i primi passi, verificarli e, dopo averli verificati, continuare a compierne di nuovi”.