Favorire una corretta conoscenza dell’Islam, superare i pregiudizi e promuovere il dialogo tra culture e religioni. Sono gli obiettivi delle “Schede per conoscere l’Islam”, che saranno presentate mercoledì 21 ottobre, alle ore 17, a Roma, presso Palazzo Borromeo. L’incontro è promosso dalla CEI, dal Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica (PISAI) e dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.
Le schede sono il frutto di un progetto culturale nato dalla collaborazione tra l’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, l’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e il Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica, insieme al PISAI. Destinate in primo luogo alla scuola e disponibili anche in lingua inglese, sono state realizzate grazie al confronto tra esperti musulmani e cristiani, per offrire strumenti qualificati per conoscere la tradizione islamica, nel rispetto delle differenze. Un lavoro che raccoglie l’eredità della dichiarazione conciliare Nostra aetate, valorizzando la conoscenza reciproca come via per contrastare stereotipi e favorire la coesione sociale.
“La pubblicazione delle Schede per conoscere l’Islam rappresenta una scelta pedagogica, teologica e pastorale di grande lungimiranza”, sottolinea don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI. “Non si tratta di un semplice esercizio accademico, ma di un atto di responsabilità ecclesiale e civile: il progetto trova le sue basi nella convinzione che il rispetto, l’ascolto, la collaborazione e il dialogo tra fedi diverse siano essenziali per la promozione della giustizia sociale, la difesa della dignità umana e la pace nel mondo”.
“In un’aula scolastica conoscere l’Islam, attraverso strumenti affidabili e rispettosi, non significa abdicare alla propria identità, bensì esercitare quell’umanesimo integrale che sa fare spazio all’altro”, sottolinea don Alberto Gastaldi, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e del Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica. “Il dialogo interreligioso non è una concessione estemporanea, ma costituisce la cifra stessa dell’impegno educativo cattolico: un dialogo che nasce dalla consapevolezza della propria fede e si apre all’ascolto, rifuggendo sia dal sincretismo superficiale sia dalla chiusura fondamentalista”, spiega ricordando che “oggi la scuola è il primo vero laboratorio di dialogo nel nostro Paese”. “Fornire ai docenti schede agili, documentate e pedagogicamente curate – aggiunge – significa offrire un antidoto potente contro l’analfabetismo religioso, mettendo gli insegnanti nelle condizioni di decodificare le domande dei ragazzi, di smontare i pregiudizi e di educare a una cittadinanza attiva”.
Ad aprire l’incontro sarà l’ambasciatore Francesco Di Nitto. Seguiranno gli interventi di mons. Gaetano Castello, Vescovo ausiliare di Napoli e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della CEI, e di don Wasim Salman, Preside del PISAI. Don Valentino Cottini, Adnane Mokrani e Nadjia Kebour ne illustreranno la metodologia.
Sul valore delle schede si confronteranno poi il card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, e i rappresentanti delle comunità islamiche: Yassine Baradai, Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII); Alfonso Moretta, Presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana (CoReIs); Massimo Cozzolino, della Confederazione Islamica Italiana (CII); Mustafa Cenap Aydin, dell’Istituto Tevere – Centro pro Dialogo. Previsto anche un videointervento di Livia Ottolenghi, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). A moderare saranno don Savina e don Gastaldi, degli Uffici CEI promotori dell’iniziativa.