Card. Zuppi. Mons. Bartoletti, un riferimento luminoso

Scritto il 24/03/2026
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Il ricordo del Segretario Generale della CEI, nel 50° anniversario della sua morte, e dei missionari martiri nel giorno in cui la Chiesa ne celebra la 34ª Giornata.Messa CEI

“Un uomo che ha fatto della speranza la sua forza: una forza dolce, mite, sapiente, per niente arrendevole in uno stile di servizio. Un uomo che ha saputo unire fedeltà al Concilio, amore per la Chiesa, tanta attenzione concreta alla storia degli uomini e delle donne del suo tempo”. Così il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha voluto ricordare “con riconoscenza” la figura di Mons. Enrico Bartoletti, Segretario Generale della CEI, nel 50° anniversario della sua morte. “Con il suo linguaggio, pieno di passione e libertà di spirito, forgiò quella che potremmo definire la lingua CEI del primo ventennio post conciliare, che trova espressione in alcuni testi che sono ancora oggi un riferimento luminoso”, ha affermato il Card. Zuppi nell’omelia della Messa che ha aperto la seconda giornata dei lavori del Consiglio Permanente, in corso a Roma fino a domani, 25 marzo. “Per Bartoletti – ha spiegato – la parola è evento che rende attuale la presenza del Signore e il sacramento è la rappresentazione viva del mistero della Pasqua. Diceva: ‘la nostra consacrazione ci destina a Dio con tutto il nostro essere e con il nostro esistere, ci radica in lui, sorgente di ogni vita, ci immerge in lui, oceano senza fine, ci fa suoi servi per vivere dal suo cospetto adorarti notte e giorno, ci mette in contatto con Cristo, disponibili miracolosamente al suo sacerdozio unico ed eterno, ci fa suoi amici destinati ad una intimità con lui che ci qualifica, ci assorbe e ci compromette’”.

Nel fare memoria di Mons. Bartoletti, il Presidente della CEI ha fatto quindi riferimento “alle tante pagine dedicate al tema della pace”. “La pace – ha aggiunto  – non è un ornamento del messaggio cristiano, ma il suo cuore, diceva, non un’utopia, ma una responsabilità che passa attraverso la conversione, la giustizia, il coraggio della testimonianza, il dovere della pace; richiede una mentalità nuova, la mentalità del Vangelo, e spinge il cristiano come figlio di Dio a contestare ciò che è ingiusto, a volere ciò che è buono per i propri fratelli, soprattutto a guardare a se stesso per capire se qualcosa si oppone in lui, nel suo modo di vivere egoistico e superbo, all’espansione della vera pace. Tutto il rinnovamento della Chiesa, sempre auspicato dal Concilio, sono parole sue, non consiste in sostanza altro che in questo, in una rinnovata, trasparente, umile, progressiva fedeltà al Vangelo”. “In questa nostra stagione – è stato l’auspicio del Card. Zuppi – ci ispiri Monsignor Bartoletti a guardare con serena determinazione il futuro, a essere miti e sapienti discepoli del Vangelo, forti, affidandoci all’amore provvidente di Dio che non ci farà mai mancare che cosa mangeremo e che cosa vestiremo.

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la 34ª Giornata dei missionari martiri, il Presidente della CEI ha quindi ricordato i 17 missionari e missionarie uccisi lo scorso anno. “Ci danno una geografia, ci fanno ricordare i tanti pezzi della guerra mondiale che non conosciamo, che non ricordiamo, ci aiutano a far sentire la sofferenza di tutti quei Paesi”, ha osservato il Card. Zuppi sottolineando che “insieme a loro ci sono i tanti pezzi della nostra comunione che ovviamente ci unisce, anche con quanti hanno seminato, e noi raccogliamo tanto di quello che altri hanno seminato”. I martiri, ha continuato, “hanno visto la forza di Gesù e hanno dato la vita per il Vangelo: guardarli ci aiuta a capire il male, a liberarci dalla tiepidezza, dalla complicità, dall’abitudine che ci fa perdere il cammino”.